Il cammino

Se dovessi dare un’immagine dell’umanità alle prese con il suo destino, l’immagine potrebbe essere quella di un gruppo di persone in cammino in un luogo aperto, sconosciuto, buio e immerso nella nebbia. L’ignoranza della geografia del luogo potrebbe essere già da sé affrontabile dal gruppo con l’aiuto di punti di riferimento nel cielo, quali sono le stelle. Con l’aiuto delle stelle sarebbe abbastanza facile evitare le zone inospitali. Come è semplice intuire, la nebbia complica il cammino in quanto solo di rado qualcuno, per pura fortuna o resistendo col capo verso l’alto per un tempo imprevedibile, riesce a cogliere la luce di una stella. Solo di rado qualcuno ha l’esperienza di un punto di riferimento e nemmeno riesce sempre a comunicarlo o ad essere creduto.
Il gruppo, sebbene sia unito, è diviso per ruoli. Ai confini esterni gli adulti intonano un canto a voce alta. Sono fisicamente prestanti e, per cui, possono in caso di pericolo fronteggiare con maggior successo le minacce provenienti dallo sconosciuto mondo circostante. Il canto è tramandato attraverso le generazioni attraverso la ripetizione continua e, in sostanza, si tratta del racconto delle posizioni delle stelle, delle regioni visitate, delle storie di chi ha visto le stelle la prima volta e di episodi occorsi durante il cammino. Questo canto da un lato orienta il gruppo e dall’altro mantiene uniti i suoi membri che inevitabilmente tenderebbero a disperdersi nel buio e nella nebbia.
Il gruppo al suo centro è composto da bambini, da giovani e da anziani. Avendo ascoltato il canto fin da bambini grazie all’insegnamento degli anziani, i giovani hanno imparato ad intonare perfettamente il canto e, prima o poi, sostituiranno quegli adulti divenuti anziani e che purtroppo non potranno più continuare il cammino al confine del gruppo.
Il gruppo ha alla sua testa un membro, di solito un adulto che sta per diventare anziano, che indica il canto da intonare e la direzione da prendere. Il ruolo di leader del gruppo è certamente importante in quanto il gruppo tenderebbe altrimenti a disperdersi in tutte le direzioni oppure passerebbe il tempo in un litigio perenne sulla decisione del canto da intonare e della direzione da seguire.

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