DNA e Potere

Provando a variare di scala nell’Altro nell’esserci, il DNA, è possibile renderlo la metafora del Potere.  In tutte le cellule del corpo animale è riprodotto lo stesso codice genetico, che pur essendo identico in tutte, si esprime in una morfogenesi differente: la cellula epatica e il neurone, pur avendo una forma differente, sono portatrici dello stesso pre-gramma ed hanno funzioni diverse nell’organismo nella sua globalità incarnata chiudendosi nel pro-gramma. La relazione col Potere è esattamente questa: perché si dia organismo è necessario che ogni cellula sia portatrice del messaggio genetico (logos) e che lo esprima non-linearmente in media res: sono le cellule limitrofe a influenzare, diciamo così, micro-socialmente la diventità delle altre in una ecologia cellulare continua. Ogni comunità umana è comunità se nell’individuo si riproduce lo stesso codice, a differenza del codice genetico il codice culturale non è già pre-gramma in interiore homine, l’uomo è programma-incompleto e perciò programma-aperto e può essere estensione di sistemi differenti. C’è da aggiungere che l’analogia DNA-Potere si ferma alla riproduzione del codice micro-socialmente e all’estensibilità del sistema, perché, credo sia un fatto, le cellule sono cieche alla loro funzione, mentre l’uomo non lo è e può diventare altro in un sistema differente.

(2012) Elementi per una sociologia della riproduzione – La prossemica del potere

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